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FRAMES

 

Frames sono gli Haiku di un clown che non conosce gli Haiku, frammenti di tempo disegnati su di un foglio per non farli scappare.

Nascono dalla solitudine del viaggiatore che ha il tempo necessario per osservare il mondo trasformarsi in teatro.

Sono illustrazioni buffe, malinconiche, riflessive e a volte rivelatorie. Sono un pezzo che manca al reale per farlo andare come vorremmo che fosse.

Sono illustrazioni brevi che sussurrano pensieri delicati, fanno sorridere senza mostrare i denti, restano con te tutta la giornata.

Sono storie di lampioni, uccelli, nuvole, clown, pioggia e fiori; é soprattutto un’ode al tempo che passa portando la notte dopo il giorno e l’autunno dopo l’estate.

Sono disegni pieni di vento, stelle, nuvole ed estati che migrano altrove.

Sono illustrazioni che esprimono quel senso di buffa umanità di quando si sorride con l’insalata tra i denti senza saperlo e ci crediamo bellissimi, quel momento in cui spingiamo la porta invece di tirarla nonostante il cartello.

Sono risposte semplici a domande grandi.

Sono la testimonianza del ciclo di tutto, appunti che ricordano come dopo ogni inverno ci sia sempre una primavera.

Sono il rifugio delle cose perse: un calzetto spaiato, le foglie o i capelli che cadono, i fondi di vino rimasti nel bicchiere, le note di una musica nell’aria...

Sono le storie di un’omino con la testa a punta che assomiglia ad ognuno di noi.

Sono la malinconia dell’ultimo giorno d’estate e la felicità per il ritorno delle rondini a primavera.

Sono un pezzo di universo per farci sentire quanto é grande l’infinito e quanto siamo piccoli davanti a lui.